Come ho trovato lavoro in Francia: la mia esperienza


Fino a quando rimasi in Francia, fu relativamente facile trovare lavoro. Avendo urgente bisogno di liquidità, ai tempi mi orientai, con il mio diplomino alberghiero serale preso per sfizio, verso un’occupazione in cucina che trovai subito. Feci la mia gavetta, quello che non sapevo mi fu insegnato e passai da un ristorante all’altro in cerca del mio posto ideale, quello in cui avrei voluto crescere e continuare ad imparare.

Una volta rientrata in Italia, però, quando capii che la Francia continuava a chiamarmi per tornare, non fu più ovviamente così facile ricandidarsi a distanza.

Per giunta, ero decisa a trovare un lavoro che non fosse così impegnativo fisicamente come quello in cucina, per cui mi orientai verso lavori da impiegata e customer service, più selettivi, e scelsi come piattaforma base Indeed. Inviai il mio curriculum, studiato ad hoc e corredato di lettera di presentazione, ogni giorno per diverso tempo, ma nessuno mi contattò. Nessuna chiamata, nessuna risposta tramite mail, nessun piccolo cenno sulla piattaforma di Indeed. Eppure in Italia Indeed, come motore di ricerca, mi era servito eccome. Allora perché non stava funzionando per il mercato estero?

Per un po’ mi arresi e continuai a lavorare in Italia tra stagione e customer service in lingua francese. Poi però mi ricordai di una piattaforma a cui mi ero iscritta anni prima, quando ero ancora in Francia, e che mi era valsa un colloquio per Yescapa. Il colloquio era approdato a un nulla di fatto, ma ripresi in mano quel mio profilo online che mi era servito allora e lo arricchii con una nuova foto e la lista delle mie più recenti esperienze lavorative.

La piattaforma si chiamava Welcome to the Jungle — The Guide to Employment. Dopo aver aggiornato la mia pagina personale, tanto per curiosità iniziai a dare un’occhiata alle varie posizioni aperte, tra le quali trovai un’offerta come Customer Service Representative in lingua italiana proprio a Grenoble.

Ovviamente mi candidai e iniziai il processo di selezione con la stessa caparbietà con cui un toro insegue un mantello color rosso fuoco in un’arena. Quel posto doveva essere mio, a tutti i costi, così mi misi a studiare ogni giorno per sapere tutto sull’azienda e per prevedere in anticipo qualunque possibile domanda.

Dopo un primo colloquio conoscitivo, seguirono dei test monitorati dall’azienda che feci sulla piattaforma AssessFirst e un ulteriore test scritto. Alla fine mi proposero un colloquio online di due ore: la prima ora con la CEO dell’azienda e la seconda con una responsabile HR. Ottenni il posto.


Questa esperienza mi ha insegnato che:

  • se hai deciso di partire, ma non hai riscontri lavorativi nonostante i numerosi sforzi, allora stai sbagliando piattaforma;
  • prendi tempo, se il progetto non prende subito forma, ma non mollare;
  • se si apre una fessura anche piccola sul panorama che stavi cercando, non bisogna essere fatalisti: quella porta va aperta a costo di qualunque sacrificio a livello di tempo e di energia;
  • una buona occasione si presenta sempre a chi non si arrende.


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